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martedì 19 aprile 2011

Vittorio Arrigoni...

"Azione di una cellula impazzita"
Le fonti, che parlavano a nome di "al-Tawhid wal-Jihad" - una della fazioni salafite più note di Gaza, simpatizzanti di Al Qaeda -, hanno negato che l'azione sia stata ordinata dai vertici del gruppo. "E' stata una iniziativa incomprensibile, compiuta da una cellula impazzita, fuori controllo, e che contrasta con l'insegnamento dell'Islam e i nostri interessi", hanno detto le fonti. Intanto, alcuni esponenti di Hamas hanno accusato gli assassini di "fare il gioco del nemico sionista".

Killer erano uomini sicurezza di Hamas
Erano in organico nei servizi di sicurezza di Hamas i due salafiti rei confessi arrestati nella Striscia di Gaza.

Il governo palestinese annuncia arresti: rischiano la pena di morte
Il governo palestinese ha annunciato ufficialmente in un comunicato del ministero dell'Interno l'arresto di due persone considerate responsabili dell'omicidio dell'attivista. Di un terzo arresto si è avuta notizia nelle prime ore di oggi. E Hasan Al-Uri, consigliere legale di Abu Mazen, presidente dell'Autorità palestinese, ha annunciato che l'omicidio di Vittorio Arrigoni sarà considerato come "alto tradimento", per cui i responsabili potrebbero essere condannati a morte. "L'assassinio di Arrigoni, che volontariamente ha messo a rischio la sua vita per difendere l'indipendenza e la libertà del popolo palestinese, equivale all'omicidio di un combattente palestinese" ha spiegato Al-Uri.

Due arrestati confessano
Due dei militanti salafiti arrestati ieri dalla polizia di Hamas nella Striscia di Gaza hanno confessato. Lo riferiscono fonti investigative locali, precisando che uno dei due è ritenuto il killer di Arrigoni, l'uomo che avrebbe strangolato Arrigoni con la sue mani, con un cavo metallico o qualcosa di simile, mentre l'altro ha ammesso di avere svolto un ruolo di fiancheggiatore nel sequestro avvenuto giovedì. Il terzo uomo, sospettato di complicità nella preparazione del rapimento, non risulta al momento essere reo confesso.

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